Fare immersioni rispettando il mare: 8 abilità e accorgimenti necessari

Le 8 abilità che tutti noi subacquei dovremmo avere per preservare i fondali!

Competenze e accorgimenti necessari per fare immersioni sostenibili, tutelando la straordinaria biodiversità degli ecosistemi acquatici

Subacquea sostenibile all’Argentario

L’ambiente sommerso è molto più vulnerabile di quello che pensiamo ed è popolato da organismi ed equilibri fragilissimi, gravemente minacciati dalle attività umane. L’avvento dell’esplorazione subacquea ha consentito (e consente tuttora) di documentare e studiare questi straordinari ecosistemi aprendo la strada alla cultura della conservazione, protezione e tutela dei fondali.

Ma fare immersioni danneggia il mare? La risposta è: dipende! Da cosa? Sicuramente da come ci comportiamo sott’acqua, ma anche e soprattutto dalle abilità del subacqueo. Anche il più attento e rispettoso dei sub potrebbe infatti danneggiare suo malgrado gli organismi marini se non è addestrato e allenato su alcune abilità fondamentali.

Per capire questo dobbiamo fare lo sforzo di immaginare che noi, sott’acqua, siamo come degli elefanti in un negozio di cristalli. Una “innocua” pinneggiata sul fondo, se rapportata al nostro mondo terrestre, ha lo stesso effetto di un uragano: se tutto va bene danneggia o distrugge le case; se va male può causare vittime. Il semplice spostamento della massa d’acqua vicino al fondo, infatti, solleva il sedimento con effetti molto dannosi su piccole tane, molluschi e organismi bentonici (coralligeno). Figuriamoci cosa possiamo provocare se ci appoggiamo sul fondo, se tocchiamo o urtiamo qualcosa con le pinne o se ci attacchiamo a una parete o alle rocce: ricordate la scena di King Kong che cammina schiacciando auto e palazzi? Ecco, per gli organismi marini sarebbe una cosa molto simile!

Vediamo allora quali sono le abilità da acquisire e gli accorgimenti più importanti da adottare per immergersi rispettando il mare.

1- Prima di iniziare: un buon assetto e un trim orizzontaleAssetto e trim

Per immergerci con un impatto minimo o nullo sull’ambiente sottomarino è assolutamente indispensabile avere un buon assetto e un trim orizzontale. Perché?

Un buon controllo dell’assetto, ovvero la capacità di restare immobili a una certa quota, ci consente innanzitutto di non avere mai bisogno di appoggiarci sul fondo o di attaccarci a rocce o a… gorgonie! Se siamo in grado di controllare perfettamente il nostro corpo sulla colonna d’acqua potremo inoltre avvicinarci al fondale o alla parete che stiamo osservando senza essere costretti a pinneggiare. Non è raro, invece, vedere subacquei che mentre guardano una cernia prendono “a sberle” con le pinne una spugna, uno spirografo (o il proprio compagno) senza nemmeno accorgersi… Un cattivo assetto, infine, farà facilmente strisciare il subacqueo sul fondo con rischio di assomigliare più a un aratro, effetti compresi.

Un altro requisito indispensabile è saper tenere un trim orizzontale. La posizione orizzontale del subacqueo permette di spostarsi mantenendo sempre le pinne lontano dal fondale evitando di sollevare sospensione o, peggio, di colpire gli organismi marini, danneggiandoli. Ed è anche l’unico modo possibile per osservare il fondo da vicino senza toccarlo!

Senza un buon assetto e un trim orizzontale è impossibile andare sott’acqua senza fare qualche danno all’ambiente.

Come migliorare le propria tecnica d’immersione? Leggi l’articolo

2- Pinneggiata a rana, all’indietro ed “elicottero”Tecniche di pinneggiata

Un’altra abilità fondamentale, che diminuisce l’impatto del sub sul fondale è la pinneggiata a rana. Questo tipo di pinneggiata consente di spostarsi senza smuovere minimamente la massa d’acqua sottostante. In questo modo potremo avvicinarci anche a 20 centimetri dal fondale senza mai alzare sospensione e con la certezza di non urtare accidentalmente qualcosa con le pinne. Inoltre, una efficiente pinneggiata a rana ottiene spostamenti rilevanti con movimenti veramente minimi delle pinne (e quindi dell’acqua).

Altra abilità molto utile da acquisire, una volta imparata la pinneggiata a rana, è la pinneggiata all’indietro. Pensiamo a un’immersione in parete: quando ci avviciniamo per osservare o fotografare una gorgonia, un’aragosta o una grotticella piena di margherite di mare… come facciamo poi ad allontanarci? Se non sappiamo pinneggiare all’indietro saremo costretti a spingerci con le mani, toccando la roccia e rischiando di danneggiare qualcosa. Oppure facendo strane e goffe manovre che rischiano di prendere “a pinnate” proprio la gorgonia che stavamo osservando!

Infine, molto utile risulta essere anche la pinneggiata a “elicottero”, ovvero quella che ci consente di ruotare il corpo in tutte le direzioni a 360 gradi restando fermi sul posto, senza utilizzare le mani e senza toccare nulla.

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3- Niente oggetti penzolanti

Se ho un buon assetto, un buon trim e una buona pinneggiata a rana, ma dal mio corpo penzolano erogatori, lampade, shaker o addobbi natalizi sarà molto facile danneggiare qualsiasi cosa senza nemmeno rendersi conto! Occorre invece adottare una configurazione pulita e razionale, senza alcun oggetto penzolante.

Inoltre vanno evitati ganci e gancetti in plastica che rischiano di rompersi: non solo perderemmo la nostra costosa lampada, ma disperderemmo in mare batterie, plastica e altri inquinanti!

Per lo stesso motivo, anche gli oggetti contenuti nelle tasche dovrebbero essere sempre agganciati con moschettoni in acciaio.

 

4- Come nei migliori musei… si guarda ma non si tocca!

A volte i colori meravigliosi, le forme insolite e lo stupore che ci suscitano, rischiano di spingerci a toccare gli organismi marini, ad accarezzarli o addirittura a prenderli e spostarli per fotografarli meglio (!!!).

Ma gli organismi marini, siano essi pesci, molluschi, spugne o coralli, possono essere gravemente danneggiati se toccati, sia con i guanti che senza. Il grasso delle nostre mani o la ruvidità del neoprene dei nostri guanti potrebbero danneggiare la loro mucosa anche in modo irrimediabile e mortale. Pensate a quanto può essere delicato un nudibranco: le protuberanze che vediamo ad esempio sulle flabelline, non sono altro che organi del sistema digerente utilizzati anche per la respirazione!

Inoltre, tutti gli organismi bentonici, ovvero quelli che vivono attaccati alla roccia e che spesso i neofiti scambiano per “piante” o organismi vegetali (gorgonie, coralli, spirografi, margherite di mare ecc.) sono in realtà animali minuscoli e delicatissimi. Toccandoli ci assumiamo la responsabilità di causarne la morte. Ma anche gli altri organismi come stelle marine e spugne, polpi o lepri di mare, per non parlare di ctenofori e meduse, non vanno mai toccati.

Molti si chiedono: una foto spettacolare può valere il rischio di danneggiare un animale? Se state leggendo questo articolo e se quindi la vostra priorità è preservare il mare e gli organismi marini, la risposta è facile: non lo vale!

E’ importante anche vigilare sul comportamento degli altri sub che si immergono con noi e correggere eventuali violazioni di questo principio così basilare.

5- Lampade negli occhi? No grazie!Secca di Punta Pennello

I pesci non chiudono gli occhi. Infatti, ad eccezione di alcuni squali, non hanno le palpebre! Non solo: gli occhi dei pesci non si adattano alle variazioni di luce, a differenza dei nostri. Al contrario, essendo abituati all’oscurità dell’ambiente subacqueo, sono fatti per assorbire più luce possibile, un po’ come i nostri quando siamo al buio.

Immaginate ora che, in piena notte, qualcuno accenda improvvisamente una luce fortissima e accecante a un metro dai vostri occhi e vi impedisca di chiuderli.

Un tema generalmente molto sottovalutato, quando si parla di tutela dell’ambiente e degli organismi marini, è proprio quello delle lampade subacquee. Bisogna avere piena consapevolezza che la nostra torcia può essere gravemente fastidiosa e addirittura dannosa per pesci e crostacei. Per questo va usata con intelligenza e prudenza, come se fosse un’arma.

Per quanto riguarda altri organismi come molluschi, ctenofori ma anche i polipi delle gorgonie o altri organismi bentonici, non sappiamo nemmeno che tipo di danni potrebbe provocare una forte (e per loro sconosciuta) luce.

Un buon accorgimento è ovviamente evitare di puntare lo spot centrale della lampada direttamente sull’animale. Per osservare i suoi colori sarà sufficiente puntare lo spot a breve distanza in modo da illuminarlo solo con la luce diffusa. Meglio ancora, se è un animale in tana, puntare la luce su una parete laterale in modo da illuminarlo “di rimbalzo”.

Ovviamente anche ridurre al minimo necessario il tempo di puntamento potrà ridurre l’impatto. 

Se si possiede una lampada a focus variabile, sarà importante ricordarsi di allargare l’angolo fino al massimo nel momento in cui si illumina un animale, per poi restringerlo se si deve comunicare con un compagno.

Esistono anche delle piccole lampade pensate per fare video (con angoli fino a 120) che possiamo portarci dietro per illuminare le tane nel caso in cui possediamo una lampada principale molto potente e non regolabile.

 

6- Non si porta via nulla. Il mare non ci appartiene.

Se ci dovesse capitare di vedere altri subacquei che prelevano organismi marini durante un’immersione abbiamo il dovere di opporci e segnalare questo gravissimo comportamento. Non solo per rispettare il mare: prelevare organismi marini di qualsiasi tipo è considerata attività di pesca. Come sapete, è proibito pescare con le bombole. Pertanto, potreste incorrere in multe anche salate (fino a 3mila euro) oltre al sequestro dell’attrezzatura. Se un sub viene trovato con la “refurtiva”, le Autorità potrebbero decidere di sequestrare TUTTA l’attrezzatura presente sulla barca (anche la vostra!). Se poi dovesse trattarsi di organismi protetti o di cui è vietata la pesca (oppure di zone protette come aree marine) si rischia anche una condanna penale.

Ok non tocco nessun animale, ma se trovo una ciprea ormai vuota o una qualsiasi conchiglia senza mollusco, che danno potrei mai fare se la porto a casa per arredare la credenza?”.

Ma siamo sicuri che abbiamo così bisogno di souvenir sottomarini? Nel mare è in atto una sedimentazione continua di organismi, con i loro scheletri e gusci, che contribuisce alla formazione del fondale marino. Inoltre forse non tutti sanno che le conchiglie vuote vengono spesso “occupate” dai paguri, che ne fanno la loro nuova casa. 

Ogni organismo fa parte di un processo naturale, un ecosistema che vogliamo osservare e proteggere. Cerchiamo di avere un rispetto totale per questo mondo stupendo che ci ospita. Comportiamoci come se stessimo in una grande cattedrale. E ricordiamoci che le nostre azioni vanno moltiplicate: ogni giorno si immergono migliaia di subacquei (sono 150 mila i brevettati solo in Italia).

7- Attenzione anche fuori dall’acqua: quando siamo in barca siamo già nel mare.

Può sembrare superfluo ma, fidatevi, non lo è: se proprio non volete smettere di fumare non gettate in mare i mozziconi di sigaretta! Non solo è un rifiuto persistente (non degradable) ma è impregnato di sostanze inquinanti. Anzi evitiamo di gettarle nei tombini e nelle fogne, quando siamo in città: è lì che inizia il mare.

Facciamo attenzione anche a non lasciare in barca o sul gommone oggetti che possono volare via col vento: finiranno inevitabilmente in mare. Per quanto riguarda i bicchieri di plastica, in particolare, sarebbe meglio non usarli mai (qui vi spieghiamo il perché: https://www.argentariodivers.com/subacquei-e-plastica/) ma a maggior ragione in barca o in gommone è meglio portarsi dietro una borraccia che di sicuro non finirà in mare con un semplice colpo di vento.

8- Immersioni di pulizia fondali e recupero reti abbandonate? Vengo anch’io!

Infine, rimuovere i rifiuti che troviamo ogni volta che andiamo in acqua è un’ottima abitudine per lasciare il mare ancora meglio di come lo abbiamo trovato.

Se avvistiamo una rete abbandonata, in assoluto il peggiore dei rifiuti che inquinano il mare, dobbiamo annotare la posizione (o pedagnare) e poi segnalare subito il fatto al proprio diving o alle Autorità per avviare al più presto le operazioni di recupero.

Molti diving, tra cui Argentario Divers, organizzano giornate di recupero reti abbandonate e pulizia fondali: è molto importante partecipare

ghost fishnet - reti fantasma

Reti fantasma – The ghost fishnet

Qui tutte le informazioni sul dramma delle reti abbandonate e le abilità che servono per eseguire un’immersione di recupero retihttps://www.argentariodivers.com/reti-fantasma-un-problema-unisce-pescatori-subacquei/.

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