Immersioni Subacquee a Porto Ercole, Toscana - Argentario Divers

IMMERSIONI

La subacquea è curiosità, voglia di sapere, conoscere, esplorare….

Grazie alla particolare conformazione della costa l’Argentario con le sue isole offre oltre 50 punti di immersione adatti a tutti i livelli di esperienza. Il diving organizza immersioni singole e in Full Day alle isole di Giannutri, del Giglio e lungo la costa dell’Argentario.

Isola di Giannutri

Isola di Giannutri

Giannutri è l’isola più meridionale dell’Arcipelago Toscano e si trova a circa 10 miglia da Porto Ercole.

Il nome dell’isola, fa riferimento alla sua forma a mezzaluna e alla falce lunare, attributo della dea Artemide o Diana: Artemisia, in greco Dianium. L’isola è un’area naturale protetta. Si trova all’interno del Santuario Marino dei Cetacei, è famosa per la bellezza e per la trasparenza dell’acqua, oltre che per le sue pareti che scendono verticali verso profondità abissali. Di seguito vi elenchiamo solo alcune delle più belle immersioni.

  • Punta Secca
  • Punta San Francesco
  • Punta Pennello
  • Punta Scaletta
  • Le Scalette
  • Punta Ischiaiola
  • Archetti

  • Le Cerniette

  • Barracuda Point

  • Grottoni

  • Grotte di Cala Brigantina

Isola del Giglio

Isola del Giglio

L’isola riveste un grande interesse per l’attività subacquea, è nota per l’acqua cristallina e per le bellissime franate ricche di gorgonie rosse

visibili già da 30 metri di profondità, accompagnate da un ricca fauna marina caratterizzata anche da rarità, come le stelle della specie Astrospartus Mediterraneus, dette stelle gorgone o la Gerardia Savaglia, conosciuta come falso corallo nero. Le calette sono bellissime per lo snorkeling e le immersioni sono adatte a tutti i livelli di brevetto.

  • Capel Rosso
  • Le scole
  • Scoglio del Corvo
  • Il Fenaio
  • Secca della Croce
  • Secca di Spartaco
  • Secca dei Pignocchi
  • Cala Cupa
  • Scoglio della Cappa
  • Zampa di Gatto
  • La gabbianara

Monte Argentario

Monte Argentario

Promontorio dell’Argentario – Diving center toscana, corsi subacquei toscana.

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Relitto Anna Bianca - 34mt - 52mt


Si trova a Giannutri al centro di cala Ischiaiola su un fondale di circa 50 metri. La storia legata all’affondamento di questa nave mercantile, così come quella del Nasim II, non è del tutto sicura. 
Si racconta infatti che sia stata affondata dall’equipaggio stesso per ottenere un rimborso dalla compagnia assicuratrice. 

Ciò sarebbe avvenuto durante una calma notte d’inverno del 1971 con una esplosione che avrebbe diviso in due la nave, facendola colare a picco in pochi minuti. La mattina successiva la costa circostante era ricoperta da finissima polvere bianca e molti, pensando si trattasse di cocaina, non esitarono ad immergersi per tentare un eventuale recupero. Rimasero delusi quando scoprirono che si trattava semplicemente di polvere di pomice. 

Oggi, il relitto si trova a circa cento metri di distanza dalla costa, all’interno della parte nord di Cala Ischiaiola, su un fondale sabbioso di circa 50 metri di profondità. Il relitto è stato pedagnato per facilitare discesa, risalita e soste decompressive, il primo troncone di relitto che troveremo è quello di poppa, disposto parallelamente alla costa e poggiato sul lato di dritta.

L’interno della sala macchine ospita alcune musdee e grossi gronchi rifugiati in alcuni tubi, si sconsiglia la penetrazione data la presenza di cavi elettrici che potrebbero creare problemi di aggrovigliamento.

Procedendo verso la prua della nave, troveremo il punto in cui si è spezzato il relitto, lamiere e il parallelepipedo che poggiava sulla prua.Non è raro incontrare aragoste, astici nella parte più profonda e qualche pesce di passo.

anna-bianca-relitto

Relitto Nasim II (1976 - 2016) - Isola di Giannutri

L'11 febbraio del 2017 è ricorso il 41° anniversario dell'affondamento del Nasim II

L' 11 febbraio del 1976 la nave cargo Nasim II molla gli ormeggi nel porto di Livorno diretto ad Alessandria d'Egitto. Il manifesto di carico era costituito 49 automobili (12 Fiat, 35 Peugeot e 2 Mercedes), 16 rimorchi e 3 carrelli elevatori destinati al mercato nordafricano. Dal racconto dei testimoni si capisce che sebbene il mare fosse calmo alle 04.30 del mattino del 12 febbraio la nave urtò le rocce di Punta Scaletta dell’Isola di Giannutri e colò a picco nelle acque tra Punta Pennello e Cala Maestra, a poca distanza da riva.

Già dai primi giorni successivi al naufragio, il relitto subì la razzia dei subacquei che tornavano con il loro bottino strappato alla nave, formato da sportelli, auto, sedili e tutto quanto era asportabile e rivendibile.

Un vecchio carpentiere, testimone del naufragio, descrive come dopo la collisione il comandante avrebbe tentato di dirigere la prua all'interno della piccola baia di cala maestra nel tentativo di incagliare l'unità evitando l'affondamento. Ecco la spiegazione per cui il Nasim II oggi poggia sul fondale sabbioso con la prua rivolta verso nord, anziché verso sud, come la direzione della sua rotta lascerebbe presupporre.

Oggi giace su un fondale sabbioso di circa 60 metri, adagiato sulla fiancata di sinistra, con il ponte rivolto verso il mare aperto e la prua verso Cala Maestra.

Le autovetture trasportate sul ponte si trovano invece sparpagliate sul fondo, tra i 33 e i 60 metri.
L’immersione sul relitto del Nasim II è un'immersione molto affascinante e riservata a subacquei di provata esperienza.

La discesa in parete è adatta anche ai subacquei ricreativi, ci consentirà di visitare le macchine e una bella grotticella abitata da astici ed aragoste.

Relitto MarsalaRelitto Marsala

La nave

​Il Piroscafo Marsala venne costruito dai cantieri Alexander Stephen & Sons di Glasgow in Inghilterra nel 1882 e dislocava 2274 t.s.l.

Registrato con la ditta Slogan line il 31 maggio 1882, ha iniziato lavorando sulla tratta Amburgo-Australia. Nel 1886 minacciato dalla concorrenza del Norddeutscher Lloyd che aveva ricevuto una sovvenzione dal governo per la consegna e trasporto di materiale postale, è stato ritirato da questo servizio e trasferito alla linea appena aperta di Edward Carr Amburgo \ New York, attivando così un servizio di trasporto passeggeri e merci, accogliendo 600 passeggeri circa a tratta. Il 2 settembre 1886, effettua il primo viaggio Amburgo-New York, mentre il 7 ottobre 1897 l’ultimo viaggio della linea Amburgo-New York.
Dal 1882 al 1911 resta di proprietà della Sloman line che nel 1911 lo cede alla società di navigazione "Beraldo e Devoto" di Genova. Requisito ed adibito come nave da trasporto nella guerra Italo-Turca, nel 1913 la società diviene "Clorialdo Devoto" con sede a Genova.

Il Naufragio
La mattina del 2 Luglio 1913 il Marsala proveniva dal porto tunisino di Sfax in direzione dell’approdo di Santa Liberata in Argentario con un carico di circa 3500 tonellate di fosfati, per il comandante Giacomo Massa tutto procede come di consueto: si succedono i turni di guardia al timone , mentre all’alba si alza una fitta nebbia.
Anche se a bordo vengono prese tutte le precauzioni del caso secondo gli standard della compagnia marittima , quando raggiunge il traverso dell’Isola di Giannutri entra in collisione con il piroscafo Italiano Campidano ( iscritto al compartimento marittimo di Cagliari e proveniente da quella città, con capitano Arcidiacono ).
L'impatto fu disastroso e il Marsala ne uscì quasi interamente tagliato in due, l'acqua lo invase velocemente, facendolo colare a picco in meno 10 minuti a oltre 100 metri di profondità.
A bordo vi erano 23 persone di equipaggio e quattro passeggere, la moglie del comandante, la cognata di questi, un’ amica della moglie e la figlia di un importante notabile di Sfax anch'essa amica della moglie.

Dato l'orario, parte dell'equipaggio stava ancora dormendo, risvegliati dalla collisione e dall'allarme dei marinai di guardia furono rapidamente calate in mare le scialuppe e fortunatamente tutti poterono prendervi posto.
Fortuna volle che passava nelle vicinanze anche un vapore tedesco che accortosi della gravità dei fatti si diresse sul luogo del naufragio per cooperare all'opera di salvataggio assieme al piroscafo investitore.
I naufraghi raccolti dal Campidano furono portati a Civitavecchia, ove ricevettero i primi soccorsi dalla locale Capitaneria, erano ovviamente tutti sprovvisti di abiti e di mezzi: alcuni marinai erano addirittura con la sola camicia. Il Campidano riportò solo leggere avarie e, particolare curioso, il vapore Tedesco salvò la cagnolina di bordo che guaiva disperatamente trasportata alla deriva su una tavola.

L'immersione

L’immersione sul relitto del Marsala è ovviamente riservata a subacquei molto esperti causa della profondità, della presenza di forti correnti e della visibilità non sempre buona. Il relitto generalmente è pedagnato, con la cima che arriva direttamente sulle stive a 10 metri circa da quello che rimane della zona del cassero. Appena arriviamo sul relitto ci si rende subito conto che abbiamo davanti una nave molto vecchia, infatti le strutture che rimangono sono solo quelle in ferro , bronzo e altri materiali metallici mentre il ponte, le paratie, i rivestimenti e le altre sovrastrutture strutture non-portanti che all’epoca erano fatte in legno sono quasi tutte crollate nel fango.

L’impatto con il piroscafo Campidano ha provocato un grande squarcio nella zona di prua, tra il cassero e la cala dei fanali, aprendo un varco di circa 20 metri . Ecco quindi che è il fango a custodire tutti gli oggetti più interessanti e le incrostazioni hanno ovviamente ricoperto tutto. La nave è diventata un rifugio ideale per aragoste , musdee , cernie di fondale e scorfani di dimensioni notevoli , mentre le nuvole di Anthias l’ avvolgono con un abbraccio quasi morboso, quasi per proteggerla da intrusi.

In questo tratto di mare è molto facile incontrare ricciole e altro pesce di grossa taglia in caccia.

Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Zi Costante

La secca di Zi Costante si trova ai confini della zona A del Parco Marino dell'isola di Giannutri. 

Il fondale è costituito  prevalentemente da pinnacoli e scogli molto grandi, seguiti da una parete che si estende per circa 300 mt in direzione NE-SW .

Gli scogli salgono fino a 54 metri circa mentre il fondo sabbioso si estende in direzione S tra i 75 e i 90 metri
La secca è completamente ricoperta di gorgonie gialle e rosse, alcionari "mano di morto" ; assicurata la presenza di  pesce di passo come ricciole, tonni , dentici, pesci luna, san pietro etc...

Gli scogli orientati in direzione E\SE sono ricoperti da grandi colonie di corallo nero
Spesso l'area della secca è battuta da forti correnti, la visibilità generalmente è ottima.
Immersione consigliata a subacquei esperti in possesso di brevetto trimix ipossico.

Miscele consigliate:15\55 & 12\60

Periodo migliore: aprile\novembre

Relitto MarsalaRelitto Marsala

La nave

​Il Piroscafo Marsala venne costruito dai cantieri Alexander Stephen & Sons di Glasgow in Inghilterra nel 1882 e dislocava 2274 t.s.l.

Registrato con la ditta Slogan line il 31 maggio 1882, ha iniziato lavorando sulla tratta Amburgo-Australia. Nel 1886 minacciato dalla concorrenza del Norddeutscher Lloyd che aveva ricevuto una sovvenzione dal governo per la consegna e trasporto di materiale postale, è stato ritirato da questo servizio e trasferito alla linea appena aperta di Edward Carr Amburgo \ New York, attivando così un servizio di trasporto passeggeri e merci, accogliendo 600 passeggeri circa a tratta. Il 2 settembre 1886, effettua il primo viaggio Amburgo-New York, mentre il 7 ottobre 1897 l’ultimo viaggio della linea Amburgo-New York.
Dal 1882 al 1911 resta di proprietà della Sloman line che nel 1911 lo cede alla società di navigazione "Beraldo e Devoto" di Genova. Requisito ed adibito come nave da trasporto nella guerra Italo-Turca, nel 1913 la società diviene "Clorialdo Devoto" con sede a Genova.

Il Naufragio
La mattina del 2 Luglio 1913 il Marsala proveniva dal porto tunisino di Sfax in direzione dell’approdo di Santa Liberata in Argentario con un carico di circa 3500 tonellate di fosfati, per il comandante Giacomo Massa tutto procede come di consueto: si succedono i turni di guardia al timone , mentre all’alba si alza una fitta nebbia.
Anche se a bordo vengono prese tutte le precauzioni del caso secondo gli standard della compagnia marittima , quando raggiunge il traverso dell’Isola di Giannutri entra in collisione con il piroscafo Italiano Campidano ( iscritto al compartimento marittimo di Cagliari e proveniente da quella città, con capitano Arcidiacono ).
L'impatto fu disastroso e il Marsala ne uscì quasi interamente tagliato in due, l'acqua lo invase velocemente, facendolo colare a picco in meno 10 minuti a oltre 100 metri di profondità.
A bordo vi erano 23 persone di equipaggio e quattro passeggere, la moglie del comandante, la cognata di questi, un’ amica della moglie e la figlia di un importante notabile di Sfax anch'essa amica della moglie.

Dato l'orario, parte dell'equipaggio stava ancora dormendo, risvegliati dalla collisione e dall'allarme dei marinai di guardia furono rapidamente calate in mare le scialuppe e fortunatamente tutti poterono prendervi posto.
Fortuna volle che passava nelle vicinanze anche un vapore tedesco che accortosi della gravità dei fatti si diresse sul luogo del naufragio per cooperare all'opera di salvataggio assieme al piroscafo investitore.
I naufraghi raccolti dal Campidano furono portati a Civitavecchia, ove ricevettero i primi soccorsi dalla locale Capitaneria, erano ovviamente tutti sprovvisti di abiti e di mezzi: alcuni marinai erano addirittura con la sola camicia. Il Campidano riportò solo leggere avarie e, particolare curioso, il vapore Tedesco salvò la cagnolina di bordo che guaiva disperatamente trasportata alla deriva su una tavola.

L'immersione

L’immersione sul relitto del Marsala è ovviamente riservata a subacquei molto esperti causa della profondità, della presenza di forti correnti e della visibilità non sempre buona. Il relitto generalmente è pedagnato, con la cima che arriva direttamente sulle stive a 10 metri circa da quello che rimane della zona del cassero. Appena arriviamo sul relitto ci si rende subito conto che abbiamo davanti una nave molto vecchia, infatti le strutture che rimangono sono solo quelle in ferro , bronzo e altri materiali metallici mentre il ponte, le paratie, i rivestimenti e le altre sovrastrutture strutture non-portanti che all’epoca erano fatte in legno sono quasi tutte crollate nel fango.

L’impatto con il piroscafo Campidano ha provocato un grande squarcio nella zona di prua, tra il cassero e la cala dei fanali, aprendo un varco di circa 20 metri . Ecco quindi che è il fango a custodire tutti gli oggetti più interessanti e le incrostazioni hanno ovviamente ricoperto tutto. La nave è diventata un rifugio ideale per aragoste , musdee , cernie di fondale e scorfani di dimensioni notevoli , mentre le nuvole di Anthias l’ avvolgono con un abbraccio quasi morboso, quasi per proteggerla da intrusi.

In questo tratto di mare è molto facile incontrare ricciole e altro pesce di grossa taglia in caccia.

Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Zi Costante

La secca di Zi Costante si trova ai confini della zona A del Parco Marino dell'isola di Giannutri. 

Il fondale è costituito  prevalentemente da pinnacoli e scogli molto grandi, seguiti da una parete che si estende per circa 300 mt in direzione NE-SW .

Gli scogli salgono fino a 54 metri circa mentre il fondo sabbioso si estende in direzione S tra i 75 e i 90 metri
La secca è completamente ricoperta di gorgonie gialle e rosse, alcionari "mano di morto" ; assicurata la presenza di  pesce di passo come ricciole, tonni , dentici, pesci luna, san pietro etc...

Gli scogli orientati in direzione E\SE sono ricoperti da grandi colonie di corallo nero
Spesso l'area della secca è battuta da forti correnti, la visibilità generalmente è ottima.
Immersione consigliata a subacquei esperti in possesso di brevetto trimix ipossico.

Miscele consigliate:15\55 & 12\60

Periodo migliore: aprile\novembre

Punta Finestra

Punta Finestra

Parete ricca di corallo rosso, parazhoantus e grandi ventagli di gorgonie rosse. 

Particolarità: interessante la caverna a  20 mt di profondità, abitata da gamberi, musdee, e gronchi di grandi dimensioni. Molto suggestive le grotticelle passanti a pochi metri di profondità nel versante nord della cala.

Ottimo sito per la fotografia subacquea grazie alla particolare conformazione che crea interessanti scorci

Argentarola

Argentarola

Sito d'immersione molto popolare, grazie alla parete nord ricca di gorgonie gialle, rosse e corallo. Gronchi, murene e cernie, frequente l'incontro con barracuda in bassa profondità. Tante le aragoste che fanno capolino tra le spaccature.

Particolarità: splendide gorgonie con uova di gattuccio e astrospartus.

2 grotte con stalattiti e stalagmiti.

Scoglio del Corallo

scoglio-del-corallo
Bellissima per la morfologia che la caratterizza: archi naturali, grotte e passaggi in canyon tappezzati di spugne, gorgonie e ovviamente una bellissima parete ricoperta di corallo rosso (Corallium Rubrum). Gamberetti, nudibranchi, musdee, orate e salpe.

Cala dei Santi

Cala dei Santi
La parete esterna è spettacolare e nel versante nord si possono trovare cavità abitate nei tempi antichi dall'uomo di Neanderthal. Ottimo punto da visitare con lo snorkeling. Guarda il video della grotta di Cala dei Santi

Parete e franata ricche di gorgonie gialle e rosse, aragoste, corallo, gronchi , polpi, murene.

in questa zona non è raro incontrare barracuda e pesce luna.

Ideale da visitare durante le ore notturne, quando si riempe di polpesse e calamari.

Grotta Azzurra

Grotta Azzurra

Archi naturali ricoperti da spugne, parazhoantus e nudibranchi. Ottimo punto per lo snorkeling. 

Punta Avoltore

Punta Avoltore

Franata e parete con grandi gorgonie rosse, corallo, aragoste e astici.

​Punta Naso di Papa

​Punta Naso di Papa
​Parete e grotta in bassa profondità. Grandi gorgonie gialle, corallo rosso, gronchi e aragoste.

Isolotto

Isolotto - gorgonie e corallo rosso

Splendide grotte colorate da spugne di ogni tipo e parete con gorgonie rosse e aragoste.

Particolarità: anfratto ricoperto di rami di corallo rosso.

Relitto Anna Bianca - 34mt - 52mt


Si trova a Giannutri al centro di cala Ischiaiola su un fondale di circa 50 metri. La storia legata all’affondamento di questa nave mercantile, così come quella del Nasim II, non è del tutto sicura. 
Si racconta infatti che sia stata affondata dall’equipaggio stesso per ottenere un rimborso dalla compagnia assicuratrice. 

Ciò sarebbe avvenuto durante una calma notte d’inverno del 1971 con una esplosione che avrebbe diviso in due la nave, facendola colare a picco in pochi minuti. La mattina successiva la costa circostante era ricoperta da finissima polvere bianca e molti, pensando si trattasse di cocaina, non esitarono ad immergersi per tentare un eventuale recupero. Rimasero delusi quando scoprirono che si trattava semplicemente di polvere di pomice. 

Oggi, il relitto si trova a circa cento metri di distanza dalla costa, all’interno della parte nord di Cala Ischiaiola, su un fondale sabbioso di circa 50 metri di profondità. Il relitto è stato pedagnato per facilitare discesa, risalita e soste decompressive, il primo troncone di relitto che troveremo è quello di poppa, disposto parallelamente alla costa e poggiato sul lato di dritta.

L’interno della sala macchine ospita alcune musdee e grossi gronchi rifugiati in alcuni tubi, si sconsiglia la penetrazione data la presenza di cavi elettrici che potrebbero creare problemi di aggrovigliamento.

Procedendo verso la prua della nave, troveremo il punto in cui si è spezzato il relitto, lamiere e il parallelepipedo che poggiava sulla prua.Non è raro incontrare aragoste, astici nella parte più profonda e qualche pesce di passo.

anna-bianca-relitto

Relitto Nasim II (1976 - 2016) - Isola di Giannutri

L'11 febbraio del 2017 è ricorso il 41° anniversario dell'affondamento del Nasim II

L' 11 febbraio del 1976 la nave cargo Nasim II molla gli ormeggi nel porto di Livorno diretto ad Alessandria d'Egitto. Il manifesto di carico era costituito 49 automobili (12 Fiat, 35 Peugeot e 2 Mercedes), 16 rimorchi e 3 carrelli elevatori destinati al mercato nordafricano. Dal racconto dei testimoni si capisce che sebbene il mare fosse calmo alle 04.30 del mattino del 12 febbraio la nave urtò le rocce di Punta Scaletta dell’Isola di Giannutri e colò a picco nelle acque tra Punta Pennello e Cala Maestra, a poca distanza da riva.

Già dai primi giorni successivi al naufragio, il relitto subì la razzia dei subacquei che tornavano con il loro bottino strappato alla nave, formato da sportelli, auto, sedili e tutto quanto era asportabile e rivendibile.

Un vecchio carpentiere, testimone del naufragio, descrive come dopo la collisione il comandante avrebbe tentato di dirigere la prua all'interno della piccola baia di cala maestra nel tentativo di incagliare l'unità evitando l'affondamento. Ecco la spiegazione per cui il Nasim II oggi poggia sul fondale sabbioso con la prua rivolta verso nord, anziché verso sud, come la direzione della sua rotta lascerebbe presupporre.

Oggi giace su un fondale sabbioso di circa 60 metri, adagiato sulla fiancata di sinistra, con il ponte rivolto verso il mare aperto e la prua verso Cala Maestra.

Le autovetture trasportate sul ponte si trovano invece sparpagliate sul fondo, tra i 33 e i 60 metri.
L’immersione sul relitto del Nasim II è un'immersione molto affascinante e riservata a subacquei di provata esperienza.

La discesa in parete è adatta anche ai subacquei ricreativi, ci consentirà di visitare le macchine e una bella grotticella abitata da astici ed aragoste.

Relitto MarsalaRelitto Marsala

La nave

​Il Piroscafo Marsala venne costruito dai cantieri Alexander Stephen & Sons di Glasgow in Inghilterra nel 1882 e dislocava 2274 t.s.l.

Registrato con la ditta Slogan line il 31 maggio 1882, ha iniziato lavorando sulla tratta Amburgo-Australia. Nel 1886 minacciato dalla concorrenza del Norddeutscher Lloyd che aveva ricevuto una sovvenzione dal governo per la consegna e trasporto di materiale postale, è stato ritirato da questo servizio e trasferito alla linea appena aperta di Edward Carr Amburgo \ New York, attivando così un servizio di trasporto passeggeri e merci, accogliendo 600 passeggeri circa a tratta. Il 2 settembre 1886, effettua il primo viaggio Amburgo-New York, mentre il 7 ottobre 1897 l’ultimo viaggio della linea Amburgo-New York.
Dal 1882 al 1911 resta di proprietà della Sloman line che nel 1911 lo cede alla società di navigazione "Beraldo e Devoto" di Genova. Requisito ed adibito come nave da trasporto nella guerra Italo-Turca, nel 1913 la società diviene "Clorialdo Devoto" con sede a Genova.

Il Naufragio
La mattina del 2 Luglio 1913 il Marsala proveniva dal porto tunisino di Sfax in direzione dell’approdo di Santa Liberata in Argentario con un carico di circa 3500 tonellate di fosfati, per il comandante Giacomo Massa tutto procede come di consueto: si succedono i turni di guardia al timone , mentre all’alba si alza una fitta nebbia.
Anche se a bordo vengono prese tutte le precauzioni del caso secondo gli standard della compagnia marittima , quando raggiunge il traverso dell’Isola di Giannutri entra in collisione con il piroscafo Italiano Campidano ( iscritto al compartimento marittimo di Cagliari e proveniente da quella città, con capitano Arcidiacono ).
L'impatto fu disastroso e il Marsala ne uscì quasi interamente tagliato in due, l'acqua lo invase velocemente, facendolo colare a picco in meno 10 minuti a oltre 100 metri di profondità.
A bordo vi erano 23 persone di equipaggio e quattro passeggere, la moglie del comandante, la cognata di questi, un’ amica della moglie e la figlia di un importante notabile di Sfax anch'essa amica della moglie.

Dato l'orario, parte dell'equipaggio stava ancora dormendo, risvegliati dalla collisione e dall'allarme dei marinai di guardia furono rapidamente calate in mare le scialuppe e fortunatamente tutti poterono prendervi posto.
Fortuna volle che passava nelle vicinanze anche un vapore tedesco che accortosi della gravità dei fatti si diresse sul luogo del naufragio per cooperare all'opera di salvataggio assieme al piroscafo investitore.
I naufraghi raccolti dal Campidano furono portati a Civitavecchia, ove ricevettero i primi soccorsi dalla locale Capitaneria, erano ovviamente tutti sprovvisti di abiti e di mezzi: alcuni marinai erano addirittura con la sola camicia. Il Campidano riportò solo leggere avarie e, particolare curioso, il vapore Tedesco salvò la cagnolina di bordo che guaiva disperatamente trasportata alla deriva su una tavola.

L'immersione

L’immersione sul relitto del Marsala è ovviamente riservata a subacquei molto esperti causa della profondità, della presenza di forti correnti e della visibilità non sempre buona. Il relitto generalmente è pedagnato, con la cima che arriva direttamente sulle stive a 10 metri circa da quello che rimane della zona del cassero. Appena arriviamo sul relitto ci si rende subito conto che abbiamo davanti una nave molto vecchia, infatti le strutture che rimangono sono solo quelle in ferro , bronzo e altri materiali metallici mentre il ponte, le paratie, i rivestimenti e le altre sovrastrutture strutture non-portanti che all’epoca erano fatte in legno sono quasi tutte crollate nel fango.

L’impatto con il piroscafo Campidano ha provocato un grande squarcio nella zona di prua, tra il cassero e la cala dei fanali, aprendo un varco di circa 20 metri . Ecco quindi che è il fango a custodire tutti gli oggetti più interessanti e le incrostazioni hanno ovviamente ricoperto tutto. La nave è diventata un rifugio ideale per aragoste , musdee , cernie di fondale e scorfani di dimensioni notevoli , mentre le nuvole di Anthias l’ avvolgono con un abbraccio quasi morboso, quasi per proteggerla da intrusi.

In questo tratto di mare è molto facile incontrare ricciole e altro pesce di grossa taglia in caccia.

Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Zi Costante

La secca di Zi Costante si trova ai confini della zona A del Parco Marino dell'isola di Giannutri. 

Il fondale è costituito  prevalentemente da pinnacoli e scogli molto grandi, seguiti da una parete che si estende per circa 300 mt in direzione NE-SW .

Gli scogli salgono fino a 54 metri circa mentre il fondo sabbioso si estende in direzione S tra i 75 e i 90 metri
La secca è completamente ricoperta di gorgonie gialle e rosse, alcionari "mano di morto" ; assicurata la presenza di  pesce di passo come ricciole, tonni , dentici, pesci luna, san pietro etc...

Gli scogli orientati in direzione E\SE sono ricoperti da grandi colonie di corallo nero
Spesso l'area della secca è battuta da forti correnti, la visibilità generalmente è ottima.
Immersione consigliata a subacquei esperti in possesso di brevetto trimix ipossico.

Miscele consigliate:15\55 & 12\60

Periodo migliore: aprile\novembre

Relitto MarsalaRelitto Marsala

La nave

​Il Piroscafo Marsala venne costruito dai cantieri Alexander Stephen & Sons di Glasgow in Inghilterra nel 1882 e dislocava 2274 t.s.l.

Registrato con la ditta Slogan line il 31 maggio 1882, ha iniziato lavorando sulla tratta Amburgo-Australia. Nel 1886 minacciato dalla concorrenza del Norddeutscher Lloyd che aveva ricevuto una sovvenzione dal governo per la consegna e trasporto di materiale postale, è stato ritirato da questo servizio e trasferito alla linea appena aperta di Edward Carr Amburgo \ New York, attivando così un servizio di trasporto passeggeri e merci, accogliendo 600 passeggeri circa a tratta. Il 2 settembre 1886, effettua il primo viaggio Amburgo-New York, mentre il 7 ottobre 1897 l’ultimo viaggio della linea Amburgo-New York.
Dal 1882 al 1911 resta di proprietà della Sloman line che nel 1911 lo cede alla società di navigazione "Beraldo e Devoto" di Genova. Requisito ed adibito come nave da trasporto nella guerra Italo-Turca, nel 1913 la società diviene "Clorialdo Devoto" con sede a Genova.

Il Naufragio
La mattina del 2 Luglio 1913 il Marsala proveniva dal porto tunisino di Sfax in direzione dell’approdo di Santa Liberata in Argentario con un carico di circa 3500 tonellate di fosfati, per il comandante Giacomo Massa tutto procede come di consueto: si succedono i turni di guardia al timone , mentre all’alba si alza una fitta nebbia.
Anche se a bordo vengono prese tutte le precauzioni del caso secondo gli standard della compagnia marittima , quando raggiunge il traverso dell’Isola di Giannutri entra in collisione con il piroscafo Italiano Campidano ( iscritto al compartimento marittimo di Cagliari e proveniente da quella città, con capitano Arcidiacono ).
L'impatto fu disastroso e il Marsala ne uscì quasi interamente tagliato in due, l'acqua lo invase velocemente, facendolo colare a picco in meno 10 minuti a oltre 100 metri di profondità.
A bordo vi erano 23 persone di equipaggio e quattro passeggere, la moglie del comandante, la cognata di questi, un’ amica della moglie e la figlia di un importante notabile di Sfax anch'essa amica della moglie.

Dato l'orario, parte dell'equipaggio stava ancora dormendo, risvegliati dalla collisione e dall'allarme dei marinai di guardia furono rapidamente calate in mare le scialuppe e fortunatamente tutti poterono prendervi posto.
Fortuna volle che passava nelle vicinanze anche un vapore tedesco che accortosi della gravità dei fatti si diresse sul luogo del naufragio per cooperare all'opera di salvataggio assieme al piroscafo investitore.
I naufraghi raccolti dal Campidano furono portati a Civitavecchia, ove ricevettero i primi soccorsi dalla locale Capitaneria, erano ovviamente tutti sprovvisti di abiti e di mezzi: alcuni marinai erano addirittura con la sola camicia. Il Campidano riportò solo leggere avarie e, particolare curioso, il vapore Tedesco salvò la cagnolina di bordo che guaiva disperatamente trasportata alla deriva su una tavola.

L'immersione

L’immersione sul relitto del Marsala è ovviamente riservata a subacquei molto esperti causa della profondità, della presenza di forti correnti e della visibilità non sempre buona. Il relitto generalmente è pedagnato, con la cima che arriva direttamente sulle stive a 10 metri circa da quello che rimane della zona del cassero. Appena arriviamo sul relitto ci si rende subito conto che abbiamo davanti una nave molto vecchia, infatti le strutture che rimangono sono solo quelle in ferro , bronzo e altri materiali metallici mentre il ponte, le paratie, i rivestimenti e le altre sovrastrutture strutture non-portanti che all’epoca erano fatte in legno sono quasi tutte crollate nel fango.

L’impatto con il piroscafo Campidano ha provocato un grande squarcio nella zona di prua, tra il cassero e la cala dei fanali, aprendo un varco di circa 20 metri . Ecco quindi che è il fango a custodire tutti gli oggetti più interessanti e le incrostazioni hanno ovviamente ricoperto tutto. La nave è diventata un rifugio ideale per aragoste , musdee , cernie di fondale e scorfani di dimensioni notevoli , mentre le nuvole di Anthias l’ avvolgono con un abbraccio quasi morboso, quasi per proteggerla da intrusi.

In questo tratto di mare è molto facile incontrare ricciole e altro pesce di grossa taglia in caccia.

Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Punta Pennello

Si trova a circa 500 metri dalle rocce di Punta Pennello. Il pianoro della secca è ricoperto da posidonia e pinne nobilis e si estende dalla punta per circa 800 metri verso ovest, ad una profondità di 25/30 metri.

Cominceremo la nostra immersione ai margini del pianoro, dove troviamo una cigliata che sprofonda nel blu fino oltre i 65 metri.

Due sono i possibili itinerari da seguire: 1 direzione Cala Maestra dove la cigliata diventa meno ripida con grandi massi ricoperti da gorgonie e spugne incrostanti; 2 dirigendoci verso Punta Ischiaiola, dove la parete diventa verticale e ricca di grottine e anfratti popolati da aragoste, astici, gamberetti, musdee, cernie …

La particolarità di questa zona è la massiccia presenza di pesce pelagico in caccia e la possibilità di trovare organismi che solitamente frequentano batimetriche più profonde: ricci melone, ricci matita, stelle gorgone, gerardia savaglia, alcionari mediterranei …

Facile avvistare un bel branco di barracuda che si lascia avvicinare per nulla intimorito dalla nostra presenza e uova di gattucci sulle gorgonie.

Questa immersione è riservata a subacquei esperti vista la discesa/risalita nel blu e possibilità di trovare corrente.

Secca di Zi Costante

La secca di Zi Costante si trova ai confini della zona A del Parco Marino dell'isola di Giannutri. 

Il fondale è costituito  prevalentemente da pinnacoli e scogli molto grandi, seguiti da una parete che si estende per circa 300 mt in direzione NE-SW .

Gli scogli salgono fino a 54 metri circa mentre il fondo sabbioso si estende in direzione S tra i 75 e i 90 metri
La secca è completamente ricoperta di gorgonie gialle e rosse, alcionari "mano di morto" ; assicurata la presenza di  pesce di passo come ricciole, tonni , dentici, pesci luna, san pietro etc...

Gli scogli orientati in direzione E\SE sono ricoperti da grandi colonie di corallo nero
Spesso l'area della secca è battuta da forti correnti, la visibilità generalmente è ottima.
Immersione consigliata a subacquei esperti in possesso di brevetto trimix ipossico.

Miscele consigliate:15\55 & 12\60

Periodo migliore: aprile\novembre

Punta Finestra

Punta Finestra

Parete ricca di corallo rosso, parazhoantus e grandi ventagli di gorgonie rosse. 

Particolarità: interessante la caverna a  20 mt di profondità, abitata da gamberi, musdee, e gronchi di grandi dimensioni. Molto suggestive le grotticelle passanti a pochi metri di profondità nel versante nord della cala.

Ottimo sito per la fotografia subacquea grazie alla particolare conformazione che crea interessanti scorci

Argentarola

Argentarola

Sito d'immersione molto popolare, grazie alla parete nord ricca di gorgonie gialle, rosse e corallo. Gronchi, murene e cernie, frequente l'incontro con barracuda in bassa profondità. Tante le aragoste che fanno capolino tra le spaccature.

Particolarità: splendide gorgonie con uova di gattuccio e astrospartus.

2 grotte con stalattiti e stalagmiti.

Scoglio del Corallo

scoglio-del-corallo
Bellissima per la morfologia che la caratterizza: archi naturali, grotte e passaggi in canyon tappezzati di spugne, gorgonie e ovviamente una bellissima parete ricoperta di corallo rosso (Corallium Rubrum). Gamberetti, nudibranchi, musdee, orate e salpe.

Cala dei Santi

Cala dei Santi
La parete esterna è spettacolare e nel versante nord si possono trovare cavità abitate nei tempi antichi dall'uomo di Neanderthal. Ottimo punto da visitare con lo snorkeling. Guarda il video della grotta di Cala dei Santi

Parete e franata ricche di gorgonie gialle e rosse, aragoste, corallo, gronchi , polpi, murene.

in questa zona non è raro incontrare barracuda e pesce luna.

Ideale da visitare durante le ore notturne, quando si riempe di polpesse e calamari.

Grotta Azzurra

Grotta Azzurra

Archi naturali ricoperti da spugne, parazhoantus e nudibranchi. Ottimo punto per lo snorkeling. 

Punta Avoltore

Punta Avoltore

Franata e parete con grandi gorgonie rosse, corallo, aragoste e astici.

​Punta Naso di Papa

​Punta Naso di Papa
​Parete e grotta in bassa profondità. Grandi gorgonie gialle, corallo rosso, gronchi e aragoste.

Isolotto

Isolotto - gorgonie e corallo rosso

Splendide grotte colorate da spugne di ogni tipo e parete con gorgonie rosse e aragoste.

Particolarità: anfratto ricoperto di rami di corallo rosso.